di Francesco Giliani • Quando il 25 luglio 1943 re Vittorio Emanuele III revocò l’incarico di primo ministro a Mussolini il regime fascista cadde come un castello di carte. Come temuto dai membri più lungimiranti della classe dominante, la caduta del fascismo scatenò un’enorme offensiva operaia. Il governo rispose con la violenza. Nei 45 giorni che trascorsero prima dell’armistizio con gli Alleati si contarono almeno 93 morti e 536 feriti. Vi furono inoltre 35mila arresti per ragioni politiche e circa 3.500 condanne. Ogni militante del movimento operaio deve cercare di trarre insegnamento da quegli avvenimenti. Quali forze sociali rovesciarono Mussolini? Quali sostennero Badoglio? Era possibile una rivoluzione socialista? Quale fu la politica del Pci e delle principali tendenze del movimento operaio?

Leggi tutto: 1943. L’Italia tra guerra e rivoluzione

di Fernando D'Alessandro • Questo articolo prosegue la serie sulla storia del sindacato in Italia affrontando il movimento di occupazione delle fabbriche del settembre 1920.

Leggi tutto: Dall’occupazione delle fabbriche all’ascesa del fascismo

di Fernando D'Alessandro • Tra il 22 e il 24 settembre del 1977 la sinistra extraparlamentare convocò a Bologna, per sfidare il PCI laddove era più forte, un convegno contro la repressione. Centomila giovani accorsero da tutta Italia verso il capoluogo emiliano, per quello che ha rappresentato con ogni probabilità l'ultimo atto del movimento del '77. In questo articolo ci proponiamo di analizzare non solo i tratti essenziali di quel movimento, ma anche di inserirli nel contesto della lotta di classe di quegli anni.

Leggi tutto: 1977: un anno di svolta per il movimento operaio e giovanile

di Fernando D'Alessandro • Nell'ambito della serie di articoli sulla storia del sindacato in Italia, quello che segue affronta le lotte che si svilupparono nel periodo della Prima guerra mondiale fino ad arrivare alla nascita dei Consigli di fabbrica.

Leggi tutto: Dalla Prima guerra mondiale alla nascita dei Consigli

di Alessandra Kersevan  • Ogni anno, in corrispondenza del 10 Febbraio, il cosiddetto "Giorno del ricordo" istituito nel 2004 e voluto in modo perfettamente bipartisan da senatori e parlamentari di centrodestra e centrosinistra, assistiamo ad un vero e proprio festival del revisionismo storico a beneficio delle idee dell'estrema destra. Un ruolo particolare in questa propaganda viene assegnato alla rievocazione dei presunti massacri di massa compiuti dai partigiani sloveni contro gli italiani durante e dopo la Resistenza stessa. In questa campagna indecente, che si alimenta non solo di falsificazioni storiche spudorate, ma anche di un vero e proprio razzismo antislavo, viene completamente messa in ombra la responsabilità dello Stato italiano nella persecuzione dei popoli aggrediti nel 1941 con l’invasione della Jugoslavia. Per questo motivo, volentieri ripubblichiamo questo articolo del 2004 della storica Allessandra Kersevan, che non poco contribuisce ad una maggiore correttezza nella lettura storica di quel periodo.

Leggi tutto: I campi di concentramento in Friuli

di Fernando D’Alessandro • Nel periodo 1909-1913 ci fu un calo degli investimenti e un periodo prolungato di recessione che portò ad una contrazione secca dell'occupazione. Così iniziò una decisa e capillare offensiva padronale con l'introduzione di sistemi intensivi di sfruttamento e col rifiuto globale di qualsiasi rivendicazione operaia. Parte di questa strategia fu la formazione della Confindustria nel 1910. Era la risposta organizzata dei padroni alle organizzazioni operaie.

Leggi tutto: 1909-1913: Sconfitta e scissione

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