di Alessandro Giardiello


Ricorre quest’anno l’ottantesimo anniversario della guerra civile spagnola, uno dei processi rivoluzionari più importanti del XX secolo. Ogni tendenza politica del movimento operaio trovò in questi avvenimenti il suo banco di prova, così come avvenne nella Rivoluzione russa. Gli attivisti socialisti, comunisti, anarchici, del Poum (Partido obrero de unificacion marxista), nazionalisti di sinistra e di altre tendenze di sinistra pagarono con la vita per gli errori politici e teorici dei loro dirigenti e il proletariato spagnolo si ritrovò per quarant'anni sotto il giogo della dittatura fascista. La rivoluzione spagnola è densa di insegnamenti che non hanno perso d’attualità e che meritano di essere conosciuti da tutti coloro che si affacciano oggi alla militanza politica in un contesto sociale di profonda crisi che ha molti punti di somiglianza con gli anni ’30.
Rivoluzione e controrivoluzione in Spagna venne scritto da Felix Morrow, un militante del Socialist workers party (Swp), sezione americana della Quarta Internazionale, nel 1938, ovvero quando la guerra civile spagnola era ancora in corso; questo libro rimane un riferimento decisivo (assieme agli scritti di Trotskij dell’epoca) per chiunque voglia comprendere quegli avvenimenti e in particolare il ruolo disastroso dello stalinismo e dell’anarchismo nella guerra civile. I dirigenti del Partito comunista sotto la direzione di Stalin svolsero il ruolo di punta avanzata del fronte popolare e cioè di tutte le forze che nella Spagna repubblicana si schierarono contro ogni tentativo di portare la rivoluzione fino alle sue logiche conseguenze, fino al punto di svolgere un ruolo attivo nella repressione armata della rivolta degli operai di Barcellona nel maggio del 1937. Dall’altra parte gli anarchici, fondamentalmente a causa della loro incomprensione politica e teorica del ruolo dello Stato borghese, finirono col partecipare ai governi di fronte popolare di Largo Caballero a Madrid e di Companys in Catalogna, con i ministri della Cnt che si resero responsabili della repressione gestita dall’apparato stalinista, degli attivisti del loro sindacato e di altre tendenze politiche di sinistra prima di essere loro stessi vittima della repressione.
Il libro di Morrow contiene una ricchissima documentazione e aiuta come pochi altri a comprendere l’abisso che separò le concezioni e la pratica stalinista (che nella Spagna repubblicana divenne la punta di lancia della reazione) dalla reale tradizione bolscevica e rivoluzionaria.
Il libro mostra l’avanzamento del processo rivoluzionario e i successi nella lotta militare contro gli eserciti fascisti di Franco nella prima fase, per poi illustrare la stretta connessione con gli effetti disastrosi dell’avanzare della reazione nel campo repubblicano, in particolare dopo la repressione delle “giornate di maggio” del 1937. La reazione fu condotta sotto la parola d’ordine dell’“efficienza” militare, ma in realtà minò alle fondamenta le basi economiche, politiche e sociali della lotta antifascista. Morrow unisce qui l’esposizione degli avvenimenti spagnoli a un’applicazione di grande chiarezza teorica degli insegnamenti della rivoluzione russa e della guerra civile condotta dai bolscevichi.
Il libro, non più pubblicato in Italia dagli anni ’70, sarà ripubblicato a giugno, dalla nostra editoriale (AC Editoriale) in collaborazione con i compagni spagnoli dell’associazione Lucha de clases. Il testo principale sarà accompagnato da uno scritto dello stesso Morrow del dicembre del 1936: La guerra civile in Spagna, che ne costituisce un’eccellente introduzione.
Il prezzo del libro, per garantire il massimo della diffusione, sarà di solo 12 euro, inoltre i nostri lettori potranno acquistarlo in prevendita dal 18 aprile al 31 maggio al prezzo scontato di 10 euro.

Richiedetelo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – 0266107298 o direttamente ai nostri militanti.